Scelte

…e ti ho sognato ancora e stavolta sapevo che era un sogno, e consapevolmente mi son detto no, che non mi sarei svegliato come accade di solito non appena me ne rendo conto, perchè nel mondo sarebbero stati pochi istanti, ma li, in quel momento ti potevo parlare ancora per un minuto.

Non mi bastava, ma mi andava bene.

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Effetti

A volte scrivi una cosa che in un certo punto è pensata per far (sor)ridere e quando ce l’hai sottomano quasi completa sai che qualcuno la leggerà, e magari quel qualcuno non (sor)riderà o peggio, ne sarà disgustato o peggio, la ignorerà o peggio, non se ne accorgerà e allora sarà la fine della tua autostima, del tuo lavoro, della tua ispirazione già traballante.

A volte, poi, la gente (sor)ride.

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Presenze

Ti ho sognato di nuovo,  e anche stavolta non mi hai detto cose buone.

Non mi hai detto niente, in realtà, ed il cattivo forse ero io.

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Bruciapelo

Non so cosa significhi, nella vita, quando ti ritrovi in quel periodo in cui tutte le tue conoscenze femminili di qualsiasi trancio della tua esistenza si ritrovano gravide e, per la maggior parte di esse, la tua reazione a bruciapelo è chiedere:

“Era proprio necessario?”

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Unità

Stamattina alla radio la pubblicità di una banca ha cercato di convincermi con un dato incontrovertibile ed altisonante:

Indice di solidità 110 e 14%!*

*dati falsati per non pubblicizzare cose di cui non frega nulla

Ammetto che la mia reazione di fronte alla pubblicità (qualsiasi pubblicità) è solitamente pregiudiziale e praticamente automatizzata, e raramente si presenta nella forma oh, devo immediatamente aprire un conto con quella banca (non fosse altro per il fatto che non ne ho i soldi).

Questa tuttavia ha avuto un altro side effect notevole: mi ha permesso di giocare di ruolo immedesimansomi non in una, bensì in ben tre individualità differenti, alcune delle quali potrebbero addirittura non rappresentare isomorficamente la mia persona fisica o morale.

  • L’esperto di finanza: l’esperto di finanza sa esattamente di cosa stiamo parlando. Sa il significato di quello che ha ascoltato e sa collocarlo nel suo contesto. Ma, sopratutto, lo sa già, lo sapeva da prima e questa informazione, in linea generale, gli è perfettamente inutile.
  • L’inesperto di finanza: l’inesperto di finanza sente due numeri, uno dei quali ha il pregio di essere vicino (e addirittura superiore!) ad una scala utilizzata molto spesso in modo che numeri alti indichino una positività a certi attributi, come quella percentuale. L’altro è semplicemente detto dopo e con lo stesso tono di sicumera allegria positivista, quindi non può che accompagnarcisi come dato incontrovertibilmente vantaggioso. Woah.
  • Quello di formazione scientifica: quello di formazione scientifica si fa a sua volta due domande (scomposte occasionalmente in sottodomande):
    • 110 cosa? Alberi? La mia banca ha indice di solidità 110 alberi. Suona anche bene, è un piccolo bosco rassicurante. Ma 110 su quanti possibili? Perchè se anche posso dire sia un bell’ambiente quello con 110 alberi attorno, se un’altra banca ne ha 1000, di alberi, accidenti, mi tenta.
    • 14% di cosa? Alcool? Batteria? Completamento? Quanto devo aspettare perché arrivi al 100%? Cosa succede se lo fa? Chi vince? Quanto perde con il passare del tempo?

E niente, poi se ne scappa fuori dall’auto sbattendo la porta – piano, ‘ché alla macchina vuole pure bene – e bestemmiando.

Lascio al lettore l’esercizio di capire quale mi rappresenti più da vicino, ‘ché ho appuntamento con il consulente per aprire un conto corrente.

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“Chiediti piuttosto cos’è il tempo”

Un anno fa eri in una spiaggia toscana.

Eri dimagrito, ma era la dieta, no? Mangiavi sano da tempo ormai, mangiavi bene, non esageravi con i vizi e ti concedevi giusto quel che serviva a ricordarsi quanto è bella la vita.

Un anno fa eri in piedi, davanti alle città medievali toscane.

Eri fiero, con quello sguardo un po’ malinconico e un po’ lontano, di chi ha ancora tanto da vedere del mondo.

Un anno fa eri qui con noi. Anche ora, in qualche modo, solo che ora fa male.

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Kafka estivo

Poi magari pensi che nella banalità della frase inflazionata Murakami potesse anche aver ragione, ma quello che nessuno dice è che capita poi che quella tempesta non passa, non passa mai. E allora forse ti conviene cambiarci dentro.

Non so perché Kafka estivo, poi, forse era meglio Kafka marittimo. Ora come ora, in spiaggia, ci andrei d’inverno.

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