20170602/16 – Indonesia (TBC)

  • Un ragazzo suona la chitarra da solo camminando sullo spartitraffico
  • Ukulele
  • Motorini
  • Clacson, non parole
  • Un ragazzo suona la chitarra all’angolo di un locale per un’unica spettatrice
  • Un guardiano dell’hotel raccoglie un fiore da terra e ne gode il profumo. Mi nota e sorride solo a fatto compiuto
  • Un bagnino prepara l’offerta su foglia di palma e la lascia sulla spiaggia
  • Un pescatore solitario con l’acqua alle ginocchia contro il tramonto di Kuta
  • Non balinesarmi.
  • In piscina sotto il diluvio
  • Tartaruga mangiare corallo
  • Scacchi alle 3 di notte
  • Fumano.
  • Serbat
  • Chi perde viene scarabocchiato con il gesso
  • Una foto che non potranno comunque mai avere
  • Funghi
  • Non vorrei scendere da Borobudur, ma devo
  • Una ragazza fa la spaccata frontale sul bagnasciuga di Air
  • Cocco alcolico
  • Yoga al tramonto
  • Cibo da scimmie
  • Pushpa!
  • Piatti lavati nel secchio in strada, ma il cibo era buono
  • Peperoncino
  • Pesce pappagallo
  • Quel caffè l’avrei portato a casa per te, papo.

 

“The ocean’s beauty no longer moves my heart”

…in fondo in fondo non era poi così vero.

 

Tarima kasih

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Disattendimenti

Uno ci prova anche a ridurre le bestemmie, ma vince la vita.

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Alla fine, nella notte fra il 21 ed il 22 Maggio 2017, ti ho sognato.

Avevi quella faccia tipica di quando ti aspettavi avrei fatto qualcosa – anche di non tanto grave, tipo andare ad un qualche concerto buffo o a mangiare turco – che non aveva la tua piena approvazione.

Quante storie per aver semplicemente parcheggiato il tuo camper (a otto ruote, nel sogno) sopra ad un’altra macchina.

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The Traces We Leave

Ho sempre pensato una cosa come

“se l’unica cosa che potrai mostrare ai tuoi nipoti è una serie di selfie con i filtri di instagram/i book da modella/le foto delle serate vip nelle discoteche di cassago de pianiga, forse non hai poi così tanto da offrire come credi”

e solo oggi ho ragionato che, mentre i loro nipoti vedranno qualcosa di – se non oggettivamente bello – almeno postprodotto e definitivo, i miei potranno vedere invece tutta la mia history git.

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Strumenti per punti di vista

Da quando, in un anno, il pronto soccorso mi ha visto due volte per lo stesso occhio, mi son reso effettivamente – anzi, più preciso: praticamente – conto di quanto contemporaneamente fragile ed essenziale ed importante sia la vista precisa per la mia vita e, secondariamente, per il mio lavoro.

Quindi questo week end sono finito in pronto soccorso per l’altro.

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Tempo libero

A volte prendo un mese a caso del primo o secondo periodo della mia vita e mi leggo gli interventi che scrivevo.

Scrivevo cazzate, ma tante volte non le scrivevo neanche così male.

Scrivevo me.

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Magia

Non ho mai avuto un giardino.

Certo, a casa di papà e mamma c’era il giardino, ma non è mai stato mio: per trent’anni, l’erba, così come i fiori, sono stati una sorta di magia. Li tenevo curati anch’io, certo, la prima più dei secondi tranne nei periodi in cui i miei erano in viaggio e io no, ma loro crescevano e prosperavano colorati e ordinati per una sorta di dato di fatto.

Passavo per il giardino ed erano li.

Adesso ho un giardino.

Non è mio e prima o poi dovrò lasciarlo. È anche molto più piccolo di quello che vorrei come giardino, ma ha del verde, una siepe, un abete e un acero rosso, oltre a del posto ove piantare qualche piccolo arbusto ortofrutticolo. I precedenti proprietari l’hanno lasciato a sé stesso, ma noi no. Abbiamo curato l’acero, ossigenato il terreno, seminato, rullato.

Non riesco a non pensare che avrebbe dovuto esserci almeno una terza persona, con noi.

Spero solo di esser anche solo lontanamente mago quanto lui.

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